Articolo sulla Civiltà Protovillanoviana
Chiancarelle - Lacedonia

Il presente scritto è tratto dal n° 21 del Marzo 1980 e dal n° 22 dell’Aprile 1980,anno XI, de “ La torre”,periodico di attualità e cultura del circolo “LA TORRE”-Bisaccia (AV).

Urna cineraria protovillanoviana,rinvenuta il 7 giugno 1971 dal sig.Gaetano Granese in località Chiancarelle di Lacedonia (AV).

L’urna,rinvenuta il 7 giugno 1971,recuperata e consegnata personalmente da chi scrive queste note in Soprintendenza(chi scrive tali note è il prof.Nicola Fierro di Bisaccia,Ispettore Onorario della Soprintendenza Archeologica di SA-AV- BN),suscitò il più vivo interesse del dott.Bruno D’Agostino,uno studioso ormai di fama internazionale, e l’emozione evidente del compianto Mario Napoli,allora soprintendente.

Il dott.Bruno D’Agostino,nel marzo del 1980,epoca in cui questo articolo fu scritto da Nicola Fierro,era soprintendente archeologico di Campobasso, ma nel 1971,all’epoca del rinvenimento dell’urna cineraria ,nella Soprintendenza di Salerno,era responsabile del settore della ricerca preistorica e protostorica.Scriveil prof.Nicola Fierro:l’esistenza di una necropoli di questo tipo,assolutamente imprevedibile in una “zona dell’osso”, in Alta Irpinia,destò sorpresa, ma servì ad ampliare notevolmente l’orizzonte della fase iniziale della civiltà protovillanoviana.

Chiancarelle(*), situata nella valle del Calaggio, è il punto di confluenza di una rete viaria antichissima.Gli ultimi resti di un ponte antico,probabilmente romano (un ponte è sempre un indice sicuro di un tracciato viario), sono ancora visibili sulle sponde e nel letto del torrente Isca nel territorio di Bisaccia, in località Costa dei Porci.

Di seguito è riportata la breve relazione sull’urna cineraria che fu pubblicata dal dott.Bruno D’Agostino in occasione della seconda mostra allestita nel Museo di Pontecagnano(Salerno),in un volume, “Seconda Mostra della Preistoria e della Protostoria nel salernitano”, edito da Pietro Laveglia ,Salerno,1974, pagg.109-111. La relazione ,come sopra dicevo,è tratto dal n°22 dell’Aprile 1980 del periodico di attualità e culturadel circolo “La torre”-Bisaccia.

“ Un recupero compiuto dal prof.Nicola Fierro di Bisaccia,Ispettore Onorario della Soprintendenza, portava alla scoperta di una necropoli protovillanoviana sita in località Chiancarelle nel tenimento di Lacedonia.

La necropoli, vicinissima al casello dell’Autostrada Napoli-Bari, è situata sulla ripa franosa che costeggia la sponda destra dello Scafa,affluente del Calaggio. La piena del fiume erode la ripa mettendo allo scoperto e quindi asportando le deposizioni.

La tomba di cui si è recuperato il corredo conteneva un ossario con ventre ovoide espanso,ampia spalla arcuata sovrastata da una ampia gola e largo labbro estroflesso tagliato orizzontalmente.La parete, alla massima espansione, si rigonfia in grandi protuberanze secondo un gusto comune nel protovillanoviano; alla medesima altezza s’imposta l’ansa nastriforme, ad anello verticale.

L’urna doveva essere ricoperta da un grande scodellone carenato a vasca tronco-conica, con bordo fortemente concavo, a gola, ed orlo il cui diametro è superiore a quello della carena; all’attacco della carena è impostata un’ansa a maniglia orizzontale.Uno scodellone simile usato come coperchio di cinerario appare nella tomba 3 di Torre Castelluccia.

Al momento del recupero, l’olla conteneva ancora le ossa combuste di un individuo, frammiste alle quali si sono rinvenuti numerosi oggetti di ornamento personale, tutti in bronzo ad eccezione di una testa di spillone a forma di ruota, in osso, molto frammentaria, analoga ad un esemplare da Toscanella Imolese. Si segnalano: un frammentino di fibula ad arco di violino conservante la staffa e il tratto adiacente dell’arco fino al gomito; due armille frammentarie in lamina con le estremità ravvolte a spirale, “ tipo del territorio apulo, probabilmente verso gli inizi della fase protovillanoviana “(*R. Peroni); un’armilla in verga sottile di forma irregolare, che potrebbe richiamare alla mente il tipo del bracciale ad arco inflesso caratteristico della cultura di Oliveto-Cairano: tuttavia, data la pessima conservazione di quest’esemplare, l’analogia potrebbe essere casuale; un bracciale in filo di bronzo, due saltelloni ed una strana placca di notevoli dimensioni, assai alterata dall’ossido. All’esame radiografico essa appare composta da tre elementi,quello mediano in forma di bipenne, i due laterali a disco, tutti ornati da una decorazione a borchiette. I tre elementi sono tenuti insieme da una barretta leggermente rastremata verso le estremità. Un filo di bronzo trapassa in più punti la lamina con andamento sinuoso,terminando a guisa di uncino.

Si tratta probabilmente di una fibbia di cintura.

Degli oggetti che compongono l’inventario della tomba, sia l’urna che lo scodellone e l’armilla spettano ad un momento iniziale della fase protovillanoviana; questa datazione è confermata dalla fibula ad arco di violino, che non può porsi oltre gli inizi dell’XI sec. a.C.

Finora in Campania non si conosceva ancora nessuna tomba di questo periodo: infatti, la tomba protovillanoviana da S. Angelo in Formis, presso Capua, rappresenta un momento più avanzato di questo orizzonte. Si possono invece accostare a quella di Lacedonia le tombe recentemente scoperte presso Canosa , in loc. Pozzello, sulla strada per Canne; infatti nella tomba 60 da questa località è un frammento di fibula ad arco di violino, della variante con arco tortile. Va comunque sottolineato che in linea generale le tombe da questa necropoli sono più antiche di quella di Lacedonia.

Bibliografia

*R.Peroni, Per una definizione dell’aspetto “sub-appenninico” come fase cronologica a sé stante, in Mem. Lincei,Scienze Morali, Serie VIII, vol. IX, 1 , 1959: p.17: caped. Carenata; p. 49: dolio-olla C 2; p. 175: spillone D; p. 76: armilla.

(*) Chiancarelle è la località che attualmente comprende parte dell’Area industriale Calaggio ed il casello autostradale di Lacedonia dell’autostrada Napoli-Bari, opere costruite sulla riva destra del fiume Calaggio,direzione Bari; sulla riva sinistra del fiume,in questo tratto,corre il confine tra il comune di Scampitella e di Sant’Agata di Puglia.


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