Un aiuto per la contrada Migliano di Scampitella (AV)

Nella contrada Migliano di Scampitella (AV), paese di circa 1600 abitanti, posto sul confine tra l’Irpinia e la Puglia, l’amministrazione comunale, nell’intento di migliorare l’economia della comunità, si sta attivando per collocare quì una centrale eolica che dovrebbe essere composta da 35 pale eoliche,disposte sui crinali di due colline.Del territorio scampitellese, di15 kmq, Migliano rappresenta una quota cospicua e di esso costituisce la parte più verde e quella affacciantesi sull’autostrada NA-BA, a cui è collegata, in modo facile e rapido, mediante il casello autostradale di Lacedonia. Migliano, menzionata in documenti storici, fu attraversata da vie antiche in quanto a ridosso del Calaggio, corso d’acqua usato come loro riferimento, anche dai Romani e tra esse, quasi sicuramente,la via Aurelia Aeclanensis o la via Herculia; a testimonianza un miliare scritto, di fine II secolo d.C., ivi ritrovato ed in mostra in area pubblica del paese.Una grande varietà di reperti archeologici,anche per epoca, affiorano sui terreni agricoli della contrada, soprattutto in aree ben circoscritte; tra esse quella detta “Fosse dei briganti”, ambienti in disfacimento,dalla forma slargata alla base,stretta in alto e contenente un’apertura superiore in muratura concentrica; esse sono comunicanti tra loro, scavate nella pietra arenaria ed in parte ancora da esplorare. Nelle immediate vicinanze delle “Fosse”ci sono i terreni con i resti,in parte emersi, di una struttura ritenuta probabilmente una villa rustica romana del tipo a terrazzamenti, poggiante su una precedente ed affiorante costruzione forse sannita. Poiché riteniamo che la costruzione della centrale eolica sui terreni di Migliano possa partecipare ad impoverire ulteriormente il nostro patrimonio ambientale ed archeologico,con danno grave anche per le possibilità di sviluppo economico locale, attivabile con progettualità tese a preservare e valorizzare quei beni, da intendersi veri prodotti tipici del nostro territorio, chiedo cortesemente, a voi che state leggendo questa informativa, di farmi conoscere il vostro parere e,se condividete la mia preoccupazione, vi esorto ad unire le nostre forze: inviate un fax o fate una telefonata ai numeri telefonici del Comune sotto riportati.

Un grazie per quanto riusciremo a fare.

Paolo Cusano

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Comune di Scampitella

Tel. 0827/93031 – Fax 0827/93101

 

Celestino Merluzzo - Mercoledì 25 luglio 2001

Oggetto: Complimenti

 

Paolo, volevo complimentarmi con te, per quello che fai per far conoscere le nostre zone.

Si, dico le nostre perché  io le conosco. Sono di Anzano, e ho gli zii a Scampitella.

Ogni anno vengo giù.

Sono quasi 27 che sono emigrato; Svizzera, Milano e Prato, dove vivo da circa 19 anni.

Ho quasi 40 anni. Moglie e una figlia di tredici anni.

Di nuovo complimenti, e chissà forse ci vedremo a Scampitella.

Ciao

 

Celestino soltanto questa mattina ho letto il tuo messaggio e sono qui a ringraziarti per aver visitato il sito www.calaggio.it che mi ha permesso di conoscere una persona squisita come te.

I nostri territori meritano di essere conosciuti,apprezzati e valorizzati. C'è bisogno di un modo intelligente per uscire dall'attuale pantano nel quale,come pesci,continuiamo a fare sempre le stesse e prevedibili cose, per esempio a <<sciarrare>>, anche in modo energico, in nome di quei contenitori sterili che sono divenuti i partiti politici, non rendendoci conto appieno che essi tra noi finiscono per agire come strumenti di divisione,sminuendo spesso proprio quelle forze propositive che potrebbero esserci di aiuto nelle rappresentanze istituzionali. Tra gli strumenti capaci di infondere fiducia in noi stessi c'è la riscoperta ed una migliore conoscenza delle vicende storiche che videro protagonisti i nostri antenati, imparando nel contempo ad analizzare quegli avvenimenti ed a trarre da essi insegnamenti anche per la vita attuale.Sforziamoci di sentire emotivamente propria quella storia passata; non bocciamola nel giudizio,magari solo perché quelle vicende riguardano epoche molto distanti da noi o semplicemente perché esse ci rimandano ad un passato tante volte fatto di sacrifici,di povertà,tutti esempi di un vissuto che si vorrebbe cancellare o seppellire in qualche angolo nascosto della memoria,dimenticando che una foglia appartiene sempre all'albero da cui si è staccata,se pur trasportata altrove dal vento.Tenere sempre viva la fiammella della memoria storica è uno dei valori che fortificano un popolo, a maggior ragione in epoca di globalizzazione; diversamente agendo, quel popolo vede sparire la propria identità e perde la capacità di costruire il proprio Futuro.

Qui c'è bisogno di una ventata di freschezza,di energia positiva, di un rinnovato patto sociale per costruire lo sviluppo nelle nostre contrade; c'è necessità di gente disposta a creare nel nostro Sud occasioni vere di lavoro,rigettando la logica dei soliti marchingegni contabili che concedono molto a pochi e delusione su delusione a tanti, qui in casa nostra.

Alla gente del Sud che stando altrove ha acquisito capacità gestionali,imprenditoriali,ed in giro per il mondo c'è e si fa onore, io dico fateVi avanti e concordiamo strumenti per cominciare a produrre quel cambio di mentalità oltremodo necessario qui per uscire dalla ipnosi culturale che ci rende perdenti. Se arriveranno idee,proposte di progetti,si creerà un comitato integrato,una associazione,un movimento popolare ,tutti strumenti capaci in primis di spingere ad un maggior impegno sociale le varie componenti della società civile,in particolare le amministrazioni comunali che dovranno essere scelte con maggiore oculatezza perché chiamate dalle leggi ad assolvere compiti sempre più responsabili nei riguardi delle proprie comunità.

Nessun popolo alleva i propri figli per vederli poi partire, mandandoli a ringiovanire terre lontane, e stare poi male in casa propria per mancanza di menti propositive e di braccia determinate e laboriose.Eppure il sistema Sud accetta questo scippo continuo come un atto dovuto, onoranza di un patto scellerato, non scritto, che però ciclicamente viene presentato all'incasso; ma in nome e per conto di chi,di che cosa? E' forse questo atto la reminiscenza di quel rito un tempo chiamato Ver Sacrum ? O è forse una Transumanza al contrario?

Sta di fatto che molta nostra quotidianità è figlia ,nei giudizi e nei fatti, di una mentalità esausta e compassata,vecchia, intendendo quel modo di pensare e di agire che blocca ogni tua iniziativa,quella che ti dice in modo diretto o te lo fa capire in modo strisciante: lascia stare; qui non è cosa da potersi fare; qui non c'è niente. Ed allora le masserie antiche sono da buttare giù,gli antichi strumenti con cui si lavorava la lana sono da gettare nel fuoco; le ville antiche romane,i ponti dei Sanniti e dei Romani non sono degni di considerazione,anche perché bisogna recuperare qualche metro di terreno,magari per poterlo coltivare a grano; con quello si che c'è la convenienza: c'è il premio di integrazione!Ed allora perché non concedere questo incentivo a chi conserva e valorizza lo strabiliante nostro patrimonio storico ed archeologico, magari anche nei campi?

Se siete d'accordo su queste proposte inviatemi una e-mail e la vostra volontà,sommata alla mia ed a quella di altri,diventerà fiume e ,metaforicamente parlando, le pale del mulino ad acqua riprenderanno a macinare grano.

Paolo Cusano

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