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Il bacino idrografico dell'antico Calagius č soprattutto montuoso;
infatti il territorio da cui trae origine ha un'altezza media di 750
metri; per tale motivo,a seguito delle abbondanti precipitazioni,nevose in
particolare,fino ad una quarantina di anni fa,come ancora ricordano i meno
giovani, il suo corso era ricchissimo di acque e di pesci,anche nella
stagione estiva.Queste stesse persone dicono che una delle possibili cause
che hanno partecipato a ridurre la portata d'acqua del fiume potrebbe
ricercarsi nei lavori di costruzione dell'autostrada NA-BA, asse viario
che tra i caselli di Vallata e di Candela spesso costeggia il suo alveo ed
in un punto lo scavalca mediante il viadotto Calaggio.
In documenti storici risalenti,all'incirca, all'anno 1000 d.Cr.il Calaggio
č definito rumoroso e capace di procurare alluvioni. Altre persone
ritengono che il termine Calaggio deriverebbe dalla parola "Calagiuni",nome
dialettale col quale in Puglia si indicano avvallamenti di natura
carsica,come le doline; peraltro nella zona d'origine del fiume c'č un
monte che porta lo stesso nome.Qualche altro dice che il nome del fiume
deriverebbe da quello di un nobile sannita della zona, di nome Pacuvio
Calavius,che a Capua fu ucciso dai Romani durante la seconda guerra
punica.
Personalmente ritengo che il nome attuale del fiume potrebbe avere
un'origine ancora pił antica,come tanti dei toponimi presenti nei nostri
territori. L'attuale nome Calaggio potrebbe aver cominciato a formarsi
,soprattutto per quanto riguarda la radice cal,al tempo del passaggio del
popolo dei Dardani, che ancor prima nell'anno 1000 a.Cr. si insediarono
nelle terre che ora noi abitiamo. Riporto quanto scritto da uno studioso
di latino e di storia antica,il prof. Erminio Paoletta,nostro conterraneo
di Accadia, definito uno dei massimi esperti di Microarcheologia, come la
Crittografia e la "Pittografia antica",disciplina di studio
delle figure antiche che recita: nessuna figura
(dipinto,statua,disposizione delle pietre,in un muro per esempio) č senza
scrittura.Quel che riporterņ in appresso č tratto da alcune pagine del
suo libro "Le pietre dimenticate ricordano",
Laurenziana-Napoli-1993.
Ma chi erano questi Dardani?
Un popolo di nomadi provenienti dalle steppe dell'Asia centrale.
Le migrazioni e le colonie dardanie non si avevano a caso,ma rispondevano
a un preciso piano,programmato dai sacerdoti e divulgato col tabł di
responsi oracolari.
Cosģ i prolificissimi Dardani-insieme con i Peoni,la tribł sorella che
si ritrova sempre ai confini dei Dardani in ciascuna delle aree-sciamando
come api a primavera col rito del Ver sacrum,dalle steppe dell'Asia
centrale si erano riversati parte verso oriente,incontro al cammino del
sole,parte verso occidente,dietro al cammino dell'astro,sino a
raggiungere-colonia dopo colonia,in un ciclo bimillenario-gli estremi lidi
del continente eurasiatico,coi Pčoni sistemati per lo pił in pianure
acquitrinose(adatte all'allevamento del totemico ed eponimo pavone) e coi
Dardani(che prendevano nome dalla totemica ape-detta da loro darda per il
pungiglione) situati per lo pił in zone montuose e rocciose,in omaggio
alla Gran Madre dei monti e delle rocce Cibele-Eciba o Ecate o Ecale), da
essi soprannominata Idea;essi erano popoli nomadi e retti da forma di
governo "patriarcale"e nel loro spostamento verso il
Mediterraneo, assoggettarono ed assimilarono popoli dalle culture stanziali
e retti da forma di governo "matriarcale".Dalla Balcania,
Dardani e Pčoni si riversarono in Puglia,attraverso gli approdi intermedi
delle isole Pelagosa e Diomedee(Tremiti).Le estreme propaggini
toponomastiche delle due stirpi sono costituite,attualmente,dal Dardistan
e dal Pakistan,in oriente,verso la regione indiana,e dalla Daunia( da
Taunia=Pania o Peonia, <<Terra dei Pčoni e dei pavon>>) e dal
Gargano (da Dardaneum,come darda,<<punta>>,
<<carduus>>, << cardo >>,ecc.) e dalla Bocca
Dardaa,presso l'antica Dardanon licofrenea, coincidente con Acca Idaea o
Accadia(FG), in occidente ( in dialetto Dardąa ha dato << Daddą
>> e << Dallą>>).
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