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Cappella vecchia di Migliano (Scampitella)

Secondo alcune testimonianze di anziani aventi oltre 85 anni, la Cappella Migliano, chiamata sempre così, mai con altro nome, nel 1930 si presentava come una costruzione già abbastanza diroccata.
Era lunga all'incirca 10 metri e larga 6 ; non aveva il tetto perché crollato; aveva una sola porta ed una finestra, con entrambi gli infissi asportati; era costruita con grandi pietre e tantissime erano pietre del vicino fiume Calaggio; aveva mura con uno spessore medio di 70 cm.
Era costruita su una piccola altura, a brevissima distanza dal fiume che le scorreva davanti; nelle vicinanze,in posizione posteriore e leggermente più in alto, aveva alla sua sinistra una grossa murgia ( grande spuntone di roccia grigia affiorante dal terreno), tutt'ora presente, mentre alla sua destra c'era, e c'è ancora, una sorgente (fontana Cappella, chiamata anche fontana Pisciolo) da cui sgorga acqua fresca anche d'estate.
Purtroppo del paesaggio d'un tempo manca proprio la Cappella, di cui restano alcune pietre sparse qua e là sul terreno, oppure incastonate in qualche datata costruzione dei dintorni.
L'area della Cappella Migliano, ricordano alcuni meno giovani, nei primi anni ' 60, fu interessata dal percorso, e quindi dai conseguenti lavori di costruzione, dell'autostrada NA-BA, tra i caselli di Vallata e di Lacedonia.E così peregrinamente fu distrutto dall'uomo un altro pezzo della nostra storia; e dire che la permanenza dei resti della Cappella in quel luogo,per non parlare della sua riattazione, con un po' di buona volontà degli uomini di allora, sicuramente avrebbe reso gli stessi più importanti agli occhi odierni; ma questa è un'altra storia.
Nel contempo sono sicuro che la Società Autostrada S.p.A., quando sarà informata di quel che accadde in quel luogo,quasi quarant'anni fa, vorrà adoperarsi per ridare alla comunità di Scampitella quell'antico luogo di culto e la chiesetta, ben in vista anche per chi transita sull'A16 NA-BA, sarà ben augurante e benedirà quel tratto autostradale che è menzionato per essere lo scenario di tanti incidenti gravi.

Dr. Paolo Cusano