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Chi
sono:
faccio parte di un gruppo di persone impegnate a far acquisire al Sud
d'Italia la volontà di diventare protagonisti e vincenti in una Europa delle
culture, dove gli uomini nella loro individualità, e nel caso nostro, con i
valori e le capacità proprie delle genti del Mediterraneo, dovranno contare
più dei freddi numeri che con facilità, giorno dopo giorno, ci stanno
appiccicando addosso, più di quel che sta dietro all'accanimento tecnologico ed
a quello terapeutico, più delle banche; tanto, per non tirare unicamente a
campare.

Proponiamo la riscoperta dell'identità e della memoria storica delle
genti del nostro Sud.

Vogliamo che la politica italiana favorisca i processi di
autonomia, ispirando la sua opera al principio della sussidiarietà, a cui da
tempo molti Paesi d'Europa già si sono adeguati, per cui più poteri effettivi
vengono dati agli organi istituzionali più vicini al cittadino: alla Regione,
intesa come organo che, ben costituito, programma la politica di sviluppo sul
territorio; a Consorzi di comuni che quella politica devono promuovere e
sviluppare onde reperire capacità umane ed economiche per permettere benessere
sociale alle proprie comunità; infine, ma non per importanza, ai Comuni che
quelle energie devono al meglio utilizzare per far crescere la vivibilità dei
cittadini. Questo cambiamento dovrà avvenire nell'ambito di un Federalismo sano
ed intelligente, non svantaggioso per quelle terre che fino al 1860 fecero parte
del Regno delle Due Sicilie, guadagnandosi, negli ultimi anni di vita di quella
Nazione, primati di indubbio valore, come il terzo posto di potenza industriale
nel mondo di allora.
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