Ai primi di giugno, iniziava, nelle nostre contrade, la raccolta del fieno. Era questo, dopo quello della mietitura del grano, uno dei più faticosi lavori agricoli di qualche decina di anni fa, quando non esistevano ancora i mezzi meccanici di oggi.

Vi partecipava, generalmente, tutta la famiglia. Ad uscire per primo, di buon mattino, era il capofamiglia, cui seguivano, qualche ora dopo, la moglie ed eventualmente i figli, anche se minorenni ed in età scolare. L’uomo recava con sé lu falicióne “la falce fienaia”, sulle spalle e lu vriccióne “la cote”, sistemato in una saccoccia, dietro la schiena. Iniziava, così, la fatica giornaliera che si protraeva dall’alba al tramonto. Il mietitore tagliava l’erba verde, disseminata di aromatici fiorellini, ad ampie falcate, a cadenze regolari, con gesti energici ed agili nello stesso tempo, quasi come una danza. Più volte, durante la giornata, il lavoratore capovolgeva l’arnese con il manico puntato sul terreno e con la lama volta all’insù, all’altezza del petto, e l’affilava con prudenti manovre, nel timore di tagliarsi le mani, mentre quella specie di grossa mezza luna di acciaio luccicava al sole.

Dopo qualche giorno di sosta, l’erba veniva raccolta in mucchietti, che, pioggia permettendo, veniva fatta essiccare ancora per pochi giorni prima di essere trasportata nelle vicinanze della stalla. Allora si attaccavano i buoi al carro e si caricava il fieno ormai ben secco e asciutto, morbido e profumato. Un operaio infilzava i mucchietti di fieno con una forca e li porgeva ad un secondo operaio, che, ritto sul carro, prendeva i mucchietti con un’altra forca e li adagiava sul fondo del carro a strati sovrapposti, fino a qualche metro al disopra delle sponde del carro. Si procedeva, quindi, all’operazione di scarico del fieno che veniva avvolto attorno ad un apposito grosso palo, precedentemente conficcato nel terreno, fino a diventare un’alta bica ben compatta, quasi lisciata e levigata a colpi di forca. Era la pèrna, il mangime per gli animali domestici.

Pubbl. su Pagus, rivista semestrale del Gruppo Archeologico “Scampitella”
Sede: Via Belvedere, 25 – 83050 Scampitella (AV)


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