È nata l'Associazione Spazio Libero, con sede in Scampitella. Essa
ha carattere pluriterritoriale. Non ha scopo di lucro ed è apartitica.
Scopi:
1. studiare le problematiche socio-economiche delle varie
Comunità;
2. contribuire alle scelte amministrative, proponendo anche
proprie soluzioni;
3. utilizzare al meglio, valorizzarle e preservarle,
tutte le risorse del territorio, siano esse umane che ambientali e
paesaggistiche.
Per quanto riguarda la questione eolica, si ritiene che:
a) si debba affrontare il problema nelle sue molteplici implicazioni;
b)non si debba sacrificare il paesaggio e l'ambiente, per piccoli bisogni;
c) ci si debba orientare per altri sistemi di energia elettrica da fonte
rinnovabile, come il termosolare, il fotovoltaico, l'idrogeno, le correnti
marine, il geotermico e le biomasse;
d) in caso di pale coliche già in
funzione, posizionate a ridosso di fabbricati, ci si debba attivare
perché vengano rimosse, nel rispetto della normativa vigente, bonificando
le aree dove erano state installate.
Vi si può iscrivere chiunque,
sempre, previa richiesta scritta, al compimento del sedicesimo anno
d'età.
L'associazione SPAZIO LIBERO è sorta con l'intento di adoperarsi per ottenere una maggiore tutela,valorizzazione e preservazione di tutte le risorse del territorio, sia umane che ambientali e paesaggistiche.
Partendo da un fatto locale (il progetto per l'installazione,in località Migliano di Scampitella, di 35 aerogeneratori), abbiamo cominciato ad affrontare la "questione eolica" come Comitato cittadino, per giungere alla costituzione dell'Associazione Spazio Libero,libero cioè da tutti quei luoghi comuni che non ci fanno trovare,inventare, per i nostri territori, soluzioni determinanti uno sviluppo duraturo, non fatto di precarietà. Spazio Libero è un'aggregazione volontaria di cittadini a carattere non profit, apartitica e con un ambito d'azione pluriterritoriale; di essa,attualmente, fanno parte rappresentanti di Calitri, Bisaccia, S.Agata di Puglia, Anzano di Puglia, Scampitella, Vallesaccarda, Vallata, Carife, Trevico e con domande di adesione pervenute da altre provincie.
Stiamo creando una ragnatela di rapporti e d'azione sinergica tra i vari Comitati che hanno pari interessi; tra essi cito quelli facenti capo al Gruppo di studio-cultura ed ambiente di Casalbore, al Comitato di Baselice, nel Fortore (BN), al Comitato Nazionale del Paesaggio, per la tutela dei beni ambientali e del paesaggio, facente fa capo all'on/le Ripa di Meana.
Ci siamo resi conti che, tra la non conoscenza del problema "eolico", da parte della maggioranza della gente, ed avvalendosi della propensione favorevole dell'opinione pubblica per le energie pulite e rinnovabili, utilizzando le grandi risorse economiche provenienti dal finanziamento pubblico, le pale eoliche,torri
d'acciaio e cemento, alte fino a 100 metri e più (le ultime), hanno cominciato ad invadere i crinali delle nostre montagne, delle nostre colline, addentrandosi nei nostri luoghi più nascosti ed incontaminati.
Ma spesso quei luoghi,trattandosi di crinali, coincidono con siti archeologici che videro protagonisti i nostri progenitori "IRPINI", tribù del popolo dei Sanniti e, pertanto, la nostra identità di popolo subisce un danno incalcolabile,quella identità, quella memoria storica che altri, con tutti i modi, si stanno impegnando per preservare (rito dell'ampolla riempita con le acque sorgive del Po, il proprio dialetto da insegnare nelle scuole, ecc.. E noi che facciamo?)
Noi, invece, complice il disinteresse e la disinformazione, ci stiamo privando di quei beni, ambientali, paesaggistici, storico-archeologici, che ben utilizzati dal turismo collegato alla cultura, ai beni ambientali e paesaggistici, alla nostra cucina tipica, potrebbe garantire alle nostre comunità le sospirate entrate per le proprie casse comunali sempre in sofferenza.
Quanti posti di lavoro vero si potrebbero creare se ci fosse una volontà, pubblica e privata, di concerto, tesa a sviluppare soprattutto questa forma di economia, di sviluppo per i nostri piccoli paesi?
Diversamente agendo (l'installazione selvaggia delle centrali eoliche va in questa direzione), le nostre comunità si troveranno in difficoltà sempre più insormontabili, non riuscendo, esse, in prima persona, a creare posti di lavoro vero.
Ci rivolgiamo pertanto ai nostri amministratori perché credano in queste potenzialità del territorio e si attivino di conseguenza sui vari fronti del loro impegno istituzionale.
N.b.
Queste foto testimoniano il danno che le pale eoliche producono ai nostri
paesaggi, ai nostri ambienti ed alla nostra memoria storica.
Abbiamo
riservato una sezione apposita del sito www.calaggio.it
per la pubblicazione di alcune diapositive, particolarmente
esplicative dell'attuale stato della zona .
Esse
vogliono essere testimonianza di uno scempio, perpetrato ai danni
dell'ambiente e della memoria storica di questi luoghi, e monito per il
futuro, affinché non si commettano più simili errori.